Prossimo appalto CUP e Sanità Trentina una situazione che pesa su tutta la collettività

La situazione dei lavoratori del CUP, che in prossimità della gara d’appalto si trovano senza garanzie occupazionali da chi prenderà in gestione il servizio di prenotazione dell’APSS, si inserisce nella complessa situazione della Sanità Trentina.

Trento -

La situazione dei lavoratori del CUP, che in prossimità della gara d’appalto si trovano senza garanzie occupazionali da chi prenderà in gestione il servizio di prenotazione dell’APSS, si inserisce nella complessa situazione della Sanità Trentina. Infatti, sembrerebbe che l’eventuale aggiudicatrice non sia obbligata a mantenere attive le sedi esistenti e quindi a non portare fuori provincia o addirittura fuori dall’Italia tale servizio di prenotazione. Inoltre, non vi sono garanzie sul mantenimento del CCNL applicato - attualmente quello dei Metalmeccanici -, con possibilità di passaggio a contratti economicamente svantaggiosi, quale ad esempio il CCNL Multiservizi.

Una situazione che andrà a incidere pesantemente anche sui cittadini Trentini. Infatti, già oggi per accedere a cure, visite specialistiche o interventi, debbono attendere mesi e mesi, arrivando in molti casi ad essere costretti a rivolgersi a centri o medici privati. Le strutture sanitarie pubbliche non riescono più a garantire l’accesso universale alle cure per tutti i propri cittadini. Di fatto, la situazione rischia di creare un serio problema sociale, in cui l’accesso alle cure in tempi congrui sarà riservato solo a chi potrà permettersi il ricorso alla sanità privata.

Una situazione che oramai è diventata strutturale, tanto che la Provincia, invece di intervenire affinché la sanità pubblica ritorni ad essere accessibile e di livello, ha preferito stanziare fondi per rimborsare parzialmente chi si rivolge al privato. In sostanza, un contributo indiretto alla sanità privata, che in molteplici casi è rappresentata dagli stessi medici del servizio sanitario pubblico.

In questo contesto si inserisce l’annosa situazione delle lavoratrici e dei lavoratori del CUP, che rischiano, in oltre un centinaio, di ritrovarsi dopo la gara di appalto senza il posto di lavoro che hanno ricoperto per anni e in alcuni casi addirittura per decenni, dato che l’attuale bando è privo di garanzie tali da assicurare sogni tranquilli al personale del CUP.

Per questa ragione, come Unione Sindacale di Base, riteniamo fondamentale che si torni a investire nella sanità pubblica in maniera concreta e non solo come slogan elettorale, dove si rappresenta una realtà ben diversa dalla quotidianità. Altresì, che si provveda a dare le garanzie necessarie al personale del CUP affinché siano rispettate le professionalità in essere e soprattutto la permanenza dei centri di prenotazione, sia centrali che periferici, all’interno della provincia di Trento.

 

Unione Sindacale di Base del Trentino